Ancora esche avvelenate Prosciutto killer per i cani, La Nuova Ferrara del 14/12/2011 ed. Nazionale p. 15
Trovati in via Copparo diversi bocconcini contenenti sostanze tossiche Le analisi Asl: si tratta di un pesticida attualmente vietato in agricoltura
di Alessandra Mura
Una fetta di prosciutto arrotolata e abbandonata in mezzo all’erba. Un tesoro inaspettato per un cane portato a passeggio nella zona di via Copparo che, fiutata la ghiottoneria, si è subito avventato sul boccone. Per sua fortuna il padrone ha avuto la prontezza di intervenire e sottrargli l’involtino da sotto il muso. Una cautela che ha salvato la vita all’animale, perché quel bocconcino altro non era che un’esca avvelenata. Una della tante che le forze dell’ordine hanno poi trovato e recuperato in tutta l’area circostante nel corso dei successivi controlli. Sul caso è stata aperta un’inchiesta. La certezza del “sabotaggio” è arrivata nei giorni scorsi dalle analisi che il Servizio veterinario dell’Asl ha affidato all’Istituto Zooprofilattico provinciale: le esche erano state confezionate utilizzando l’endosulfan, un pesticida clorurato, sostanza molto tossica al punto da essere ora vietata in agricoltura. Le esche avvelenate, ben avvolte in fette di prosciutto, erano state disposte in un’area di via Copparo dove spesso i proprietari di cani portano a spasso i loro animali. Il padrone del cane “miracolato” si è poi rivolto alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto e l’Asl ha provveduto ad analizzare la sostanza. L’analisi ha confermato la natura velenosa delle esche, disposte allo scopo di intossicare o uccidere gli animali domestici, e sono ora in corso accertamenti giudiziari. Un caso che rimanda all’analoga vicenda segnalata lo scorso ottobre da alcuni residenti della zona tra le vie Byron e via Zirardini, vicino a corso Isonzo, dove erano state notati diversi granelli azzurro-verdognoli. I cittadini avevano deciso di tappezzare l’area “incriminata” con volantini per mettere in guardia i padroni di animali, portando la questione all’attenzione dell’Asl. Gli esami avevano poi rivelato che si trattava di carbammati, insetticidi usati in agricoltura.





