PERCHE’ E’ TANTO IMPORTANTE STERILIZZARE IL PROPRIO AMICO A QUATTRO ZAMPE?

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E’ vero: non c’è niente di più bello di una mamma con i propri cuccioli, vederli è una gioia e una meraviglia della natura. Eppure bisogna sapere che permettere al proprio animale di riprodursi comporta gravi rischi e problemi. Ci sono molte buone ragioni per sterilizzare il tuo animale: dalle motivazioni pratiche riferite alla sua stessa salute, alle ragioni etiche per evitare che il numero di randagi cresca sempre di più e per dare una possibilità ai tanti animali abbandonati che aspettano una famiglia nei rifugi. A noi animalisti non “piace” la sterilizzazione in sè, ma è l’unica strada civilmente percorribile per combattere il randagismo, gli abbandoni, la diffusione di malattie mortali. Se gli vuoi davvero bene, lo sterilizzi.

E’ una scelta importante e doverosa:

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Per salvaguardare la sua salute: la sterilizzazione, soprattutto se eseguita prima del primo calore riduce quasi a zero il rischio che le femmine in età adulta sviluppino tumori mammari,annulla la possibilità di insorgenza di neoplasie ovariche e uterine e di piometre. Continui calori a vuoto e la conseguente ripetuta stimolazione delle ghiandole mammarie possono indurre, alla lunga, alla formazione di neoplasie spesso mortali. Gli estrogeni agiscono anche su utero e ovaie e, ancora una volta, questa continua stimolazione può causare l’insorgenza di tumori, anche se con una frequenza minore rispetto a quanto non avvenga a livello delle ghiandole mammarie.

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Per garantirgli una migliore qualità della vita: i gatti maschi interi sono condannati ad una vita breve e non certo serena. Questi infatti, quando sono interi, raggiunta la maturità sessuale, spruzzeranno urina per marcare il territorio, diventano molto girovaghi, si assentano da casa per giorni e giorni andando in cerca di femmine in calore, rischiando di essere investiti dalle auto perchè distratti dei richiami delle gatte, non mangiano, dimagriscono vistosamente, litigano con altri maschi rischiando di farsi davvero male (sino a rompersi qualche osso!), possono contrarre gravi e letali malattie come la FIV e FeLV. E’ facile capire che, non solo la qualità della vita, ma anche la sua stessa durata sono sensibilmente ridotte in un maschio intero rispetto ad uno sterilizzato.

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Per dare una chance agli ospiti dei rifugi di trovare una famiglia: basta visitare i rifugi per rendersi conto che ci sono già troppi cani e gatti e troppi pochi umani disposti ad ospitarli. Sarebbe davvero egoistico fare nascere altri animali i quali, ammesso che trovino una buona casa, condannerebbero gli animali dei rifugi a trascorrere il resto della loro vita in gabbia.

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Una delle leggende metropolitane più diffuse è che sia necessario far fare almeno una cucciolata alla propria cagna o gatta prima della sterilizzazione: è ovviamente una leggenda metropolitana senza alcun fondamento scientifico. E’ bene sapere che un gatto a cui non è permesso di accoppiarsi secondo i suoi istinti biologici (quindi va in calore “a vuoto”), soffre molto sia dal punto di vista comportamentale che da quello organico. Questo aspetto, purtroppo, è spesso sottovalutato.

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Le femmine sterilizzate non cambiano carattere, si comportano proprio come quando non sono in estro anche se intere. I maschi invece diventano meno girovaghi, più ubbidienti, meno aggressivi con i conspecifici, non lottano più e non spruzzano urina per marcare il territorio.

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Il carattere del nostro animale rimane insomma sostanzialmente lo stesso: se amava giocare continuerà a farlo, se gli piaceva farsi accarezzare continuerà a cercare le vostre mani, se era un cacciatore lo sarà ancora. Contrariamente ai luoghi comuni, non diventerà più pigro o più grasso. L’indolenza dipende in gran parte dal carattere e dalle opportunità di gioco che gli vengono offerte e un’alimentazione corretta permetterà il mantenimento di un peso ottimale (le esigenze caloriche di un gatto castrato, mancando l’azione anabolizzante del testosterone, sono del 25% inferiori rispetto a quelle di un maschio integro).

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Per alcune delle informazioni qui citate si fa riferimento a http://animalweb2003.altervista.org